Diego Riviera non avrebbe mai potuto immaginare che la città che ospita la sua più grande opera fatta per onorare i lavoratori dell’industria, soprattutto quelli del settore dell’auto - dove le enormi fortune fatte da Ford, General Motors e Chrysler hanno costruito quella che diventerà la quinta città del paese più ricco del mondo - tutto a un tratto potesse cominciare a svanire sotto gli occhi di tutti e che il suo affresco si sarebbe convertito solamente in un mero sguardo nostalgico di un passato sempre più lontano. Detroit viene smantellata lentamente, con i suoi viali larghi e lussuosi totalmente abbandonati, gli enormi supermercati che sembrano vuoti da anni, il suo centro, un tempo rigoglioso, immerso nell’oscurità, e nei suoi parchi restano gli echi lontani delle grida felici dei bambini che ormai sono fuggiti. È ormai solo un grigio mausoleo del capitalismo industriale.
Il 25% della popolazione di Detroit, nel corso dell’ultimo decennio, ha abbandonato questa antica capitale dell’industria mondiale dell’automobile, una persona in partenza ogni 20 minuti.
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