Il professore di Harvard spiega il suo progetto, alternativo a quello di Google: una biblioteca universale, aperta a tutti, da realizzare in Rete.
"Negli Usa i testi autoprodotti sono tre volte più numerosi di quelli pubblicati da editori commerciali".
"Qualcuno è convinto che democratizzare il sapere significhi volgarizzarlo. Nel'800 si temeva lo stesso".
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