Ecco l'homo sapiens sferzato contro la ruota della rete digitale sociale: inchiodato di fronte a un computer che è legato al muro da una corda, dove un cavo in fibra di vetro porta il messaggio; fissando lo schermo acceso, il volto pallido nella luce innaturale; o, a testa bassa per strada, l'umore cupo, con le dita che scorrono su quell’oggetto del desiderio che lampeggia.
La creatura è segretamente tormentata: è necessario tenersi aggiornati costantemente, l'utente deve tener d'occhio la macchina quando e dove possibile – il che equivale a sempre e ovunque - e Dio non voglia che passi troppo tempo troppo tra un'occhiata e l'altra.
leggi tutto:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9923

Nessun commento:
Posta un commento