C’è una parola maledetta, tra le
tante che lo sono, nel mondo occidentale: ed è la parola “ideologia”.
In special modo dal crollo dell’Unione Sovietica in poi, si è innestata
sull’idea della storia come progresso l’ulteriore convinzione che il vero
progresso risieda nel liberalismo, e i nefandi totalitarismi siano
ormai “anacronistici” (“Ma nel 2012 c’è ancora gente che sostiene cose
del genere?” – argomento filosofico davvero inoppugnabile). Un testo come “The end of the history and the last man” di Francis Fukuyama è stato l’espressione massima di questo Zeitgeist: il liberalismo trionferà ovunque; esso è il coronamento – pur abbastanza squallido, secondo il nietzscheano Fukuyama – della storia universale.
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