d'altronde è l'altra casta.
Anni di scioperi e manifestazioni, in Italia ma anche altrove in Europa, non sono serviti a nulla, non hanno invertito la tendenza neocapitalistica alla compressione materiale e psicologica dei subordinati, attraverso la progressiva demolizione dello stato sociale, i tagli ai servizi pubblici, la riduzione dei diritti dei lavoratori e del costo del lavoro.
Scioperi e manifestazioni, in qualche caso oceanici, non hanno fermato la precarizzazione del lavoro dipendente, e le occupazioni simboliche di spazi e edifici pubblici, di sedi e sportelli bancari, di piazze, piazzette e parchi metropolitani non hanno diminuito il potere espropriatorio delle “banche”, della grande finanza internazionale “con licenza di uccidere” l’etica e il sociale, e questo è semplicemente un dato di fatto.
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