Lo rivela il Der Spiegel: negli anni ’90 il ministro del Tesoro
garantì il "cammino virtuoso" del Paese. E la Germania coprì Romano
& Co.
L’Italia truccò i conti per entrare nell’euro. Tra il 1996 e il 1998
Romano Prodi e il suo ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi, definito
«un creativo giocoliere finanziario», misero in campo «misure di
risparmio cosmetiche», che «si basavano su trucchi contabili» o addirittura «furono subito ritirate non appena venne meno la pressione politica».
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