«Ho sempre sognato di cambiare il mondo;
adesso ho capito da che parte cominciare». Trentanove anni, manager
bancario appassionato di informatica. Finalmente, un italiano normale:
dal 21 maggio 2012 è il nuovo sindaco di Parma. Al ballottaggio, ha
clamorosamente stracciato il potente Pd emiliano grazie al pieno
sostegno della città, stremata dalle malversazioni di una “casta” il cui
disonore ha finito per travolgere, al di là dei suoi meriti, lo stesso
antagonista, Bernazzoli, volto pulito della politica,
esponente di spicco del Pd, sostenuto direttamente da Bersani. Il
neo-sindaco “grillino” Federico Pizzarotti esordisce con un gesto
perentorio: fermare il maxi-inceneritore già progettato, per dimostrare
che cambiare tutto è davvero possibile, persino in un’Italia in cui
l’arbitro supremo interviene a gamba tesa per tentare di squalificare un
concorrente, truccare la gara e provare a salvare il carrozzone di una
nomenklatura detestata, che ha consegnato il paese ai gelidi “macellai”
di Bruxelles.
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