Se si fa coincidere la
felicità con il raggiungimento del piacere, ci sono poche possibilità di
uscire dal circolo vizioso già indicato con chiarezza da Giacomo
Leopardi: si tende a un piacere infinito e, non trovandolo - perché
nella dimensione terrena tutto è finito - si cade nell’infelicità;
qualunque piacere, infatti, sarà sempre limitato e imperfetto, ed esso
sarà preceduto, accompagnato e seguito da ansia, timore, delusione,
amarezza e noia.
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