Dopo la battaglia per l’acqua vinta esattamente un anno fa con i referendum,
è giunto il momento di far partire quella per il suolo: dobbiamo
trasformarci da consumatori in co-produttori, perché il nostro modo di
mangiare è il primo atto agricolo ed è in grado di cambiare un modello
di produzione che ci sta portando sull’orlo del baratro. Dobbiamo
scegliere i gruppi di acquisto solidale, i mercati dei produttori locali
e soprattutto essere coscienti e informati per sostenere una nuova
forma di resistenza. I nostri nonni stenterebbero a crederlo, siamo una
società che spende più per dimagrire che per mangiare. Non ho nostalgia
per il mondo antico, ma dobbiamo far tornare i giovani alla terra e al
mestiere di contadino, perché c’è più saggezza e conoscenza in un
contadino che in un banchiere.
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