«Parlava, decise il
commissario, in perfetta buona fede, ossia in quella condizione
invidiabile che consentiva a borsaioli e massaie, droghieri e mini-stri,
cantanti celebri, manovali e professori universi- tari, di relegare in
un sottofondo bene isolato le disonestà di ogni calibro da essi stessi
commesse e di scordarsele completamente e felicemente» scrivono Fruttero
e Lucentini ne "La donna della domenica".
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