Un paio di anni fa la crisi dell’eurozona entrava nella sua fase acuta,
dalla quale ad oggi non siamo ancora usciti. Il timore (usando un
eufemismo) per le sue possibili conseguenze sociali e politiche mi
spingeva ad affiancare alla mia attività di ricerca e insegnamento
un’opera di divulgazione, sulla base della convinzione che l’unica
remota possibilità di scongiurare esiti violenti e autoritari della
crisi in corso passasse attraverso la diffusione di un’informazione
fattualmente corretta. Risulta purtroppo difficile considerare tale
quella diffusa dalla totalità dei mezzi di informazione italiani, nei
quali elementi fattuali palesi vengono sistematicamente distorti,
naturalmente in un’unica direzione, quella favorevole al progetto di
unione monetaria.
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