In questo fine agosto che
non accenna a sbollire, i nostri politici, come nei mesi precedenti,
hanno ricominciato un balletto consueto e conosciuto che va avanti da
parecchi anni. Sembra quasi un comportamento obbligato per tutti coloro
che si accostano alla politica. Insulti, vacuità, promesse e slogan
declamati con voce stentorea, quasi urlati, tanto da pensarli come
eterni, che invece svaporano nel breve lasso di un’esternazione
televisiva.
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