Non mi aspettavo sconquassi dall’uragano Sandy. Pensavo che enfatizzarne
i rischi potesse rientrare in una strategia di propaganda elettorale,
per dimostrare l’efficienza dell’Amministrazione sotto la ferma e
lungimirante guida di Obama, quando è ancora vivo nella memoria il
pressappochismo che sotto la presidenza del secondo Bush lasciò al suo
destino una metropoli come New Orleans. In un dibattito pre-elettorale
in cui, seguendo la prassi ben collaudata negli USA e ora dilagante
anche da noi, tutti i mezzucci sono utilizzabili per far colpo su quella
minoranza che ancora vota, speculare su paure indotte dall’abilità dei
manipolatori dei media sarebbe stato un artificio non peggiore di tanti
altri.
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