La durissima medicina
somministrata a milioni di cittadini in questi anni dalle autorità
europee e dai governi nazionali, dietro indicazione degli ambienti
finanziari internazionali, avrebbe dovuto servire a mettere in ordine i
bilanci dei paesi più in difficoltà e a ridurre il debito pubblico
ufficialmente all’origine della crisi in atto. A smentire ancora una
volta in maniera clamorosa questa teoria propagandata fino alla nausea
da politici e media è stato questa settimana un rapporto dello stesso
ufficio statistiche dell’Unione Europea (Eurostat), il quale ha
confermato che i provvedimenti messi in atto da Dublino ad Atene non
hanno fatto altro che deprimere ulteriormente la crescita economica e
aumentare i livelli di indebitamento.
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