me lo auguro con tutto il cuore.
C’è un altro modo, un altro lato, da cui
osservare il fenomeno Beppe Grillo. È il lato più oscuro, perché
riguarda non tanto i suoi meriti, le sue intuizioni, ma i difetti degli
avversari. In particolare di quella sinistra che avrebbe dovuto
rinnovarsi e che, pur annunciandolo come obiettivo, non lo ha fatto.
Quante volte in questi anni abbiamo sentito i discorsi sul cambiamento,
sull’apertura, sulla costruzione di qualcosa di diverso rispetto ai
tradizionali partiti della storia del 900. Parole appunto. Parole che si
sono scontrate forse ancor più che con l’incapacità dei singoli ad
affrontare un reale percorso di cambiamento, con una storia che è stata
introiettata e che è difficile far fuori, anche perché fondata sul dogma
della sua perfezione. Inutile cercare altro, questo è il ragionamento,
perché noi siamo da sempre i migliori, i più democratici, i più.
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