Quando il lavoratore non crede più nello Stato
Gentile futuro presidente di Confindustria Veneto,
sono un piccolo collega con una ditta individuale. Ho un solo dipendente
e il mio reddito d’impresa è di 45 mila euro l’anno con un risultato
operativo di 66 mila. Praticamente sono un normale lavoratore, anche se
non subisco la schiavitù della trattenuta alla fonte. Le scrivo perchè,
rivolgendomi a Lei, vorrei far sapere, a chi ci dipinge come disonesti
poco di buono che evadono per avidità e menefreghismo civico, che il
limite è stato superato e, lo dico chiaro, non credo più in questo
Stato, nell’Europa che doveva portarci benessere, e anche in certi
grandi imprenditori che assomigliano troppo a certi politici.
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