C’è, dunque, un “tesoro”
accumulato da Mr. Monti. Lo ha affermato lui stesso, non escludendo
l’ipotesi di candidarsi alle prossime elezioni politiche pur di
continuare nel suo programma uccidi-Italia e salva-banche.
Ecco, di
quel “tesoro”: regali alle grandi banche d’affari internazionali senza
un accenno a rinegoziare i gravi tassi di interesse usuraio, un pil a
quota -2,4 per cento, un debito pubblico saltato ormai a 2000 miliardi
di euro, disoccupazione ai livelli di republica di Weimar, la tassazione
più alta d’Europa, tagli al benessere delle famiglie e all’assistenza e
previdenza sociale, svendita di quel che resta delle nostre aziende
produttive strategiche... possiamo farne veramente a meno.
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