Se Giacomo Leopardi riscrivesse oggi Il
dialogo della Natura e di un islandese probabilmente si vedrebbe
costretto a rivalutare la crudele indifferenza di madre terra nei
confronti del genere umano, evidenziando invece la cecità dell’uomo nel
rapportarsi con l’ambiente. L’umanità, da vittima inerme di catastrofi
naturali, da entità passiva costretta a sfidare la furia degli
elementi per sopravvivere, si è tramutata in una forza altrettanto
devastante, un agente distruttivo che non assiste più impotente ai
fenomeni naturali ma plasma il territorio a suo piacimento, sfrutta gli
altri esseri viventi e provoca stravolgimenti agli equilibri
ecosistemici pur consapevole delle gravi implicazioni. Un modo più
sensibile, pacato e consapevole di dialogare con la Natura ci viene
oggi offerto dagli autori di Etiche dell’ambiente. Voci e prospettive.
La raccolta di saggi, a cura di Matteo Andreozzi, è una lettura
illuminante sull’origine della disciplina e sulle sue diverse
evoluzioni. Un volume che si prefigge e riesce ad essere un invito alla
ricerca e all’approfondimento sulla reale natura umana e sulla
necessità di ritrovare l’equilibrio perduto, riscoprendoci parte di un
tutto, non elemento predominante e prevaricatore.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=44895

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