Sono moltissimi anni che nel mondo non arriva un anno nuovo. Almeno nel
mondo che conosciamo meglio e chiamiamo occidente. Per i morti non c'è
anno nuovo e forse non c'è neppure per il nostro occidente. Quella che
chiamano crisi non è altro che una gigantesca opera di rimozione: il
mondo è simbolicamente morto, ma per non dircelo pensiamo che ha
bisogno di crescere. L'anno nuovo sarebbe tale se fossimo in grado di
fare un felice funerale al nostro mondo. C'è bisogno di una cerimonia
ben più solenne del rituale scambio di auguri. Più che di un veglione, è
necessaria una lunga veglia collettiva intorno all'agonia ciarliera
del nostro occidente. Un modo per raccontarci miserie e prodigi prima
di inumarlo e cominciare a vivere senza di esso. Non sarà facile.
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