«Godetevi la guerra finché dura: la pace sarà terribile». Questa
frase correva in Germania nell’ultimo anno di guerra: è terribilmente
vera ed espone un concetto generalizzabile a molte altre situazioni,
quali quella odierna dell’Europa e dell’Italia.
Il movente psicologico che la sottende è sottile. Nel momento della
lotta si possono sopportare anche severe privazioni perché
sostanzialmente si nutre la speranza – vera, presunta, pia illusione od
anche franco delirio paranoico – che quel momento passerà e che il
futuro potrebbe essere anche tollerabile. Nel momento un cui il
conflitto armato od economico termina subentra invece la presa di
coscienza dei danni subiti e della stabilità di una situazione
fortemente avversa. Irreversibile per la generazione che la vive.
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