condivido i pieno quanto esposto.
Due astensionisti di ferro come noi, nella situazione drammatica in cui
versa l’Italia e nell’imminenza del voto politico, sono costretti a
porsi delle domande, ad analizzare la situazione e a trarre conclusioni
senza escludere a priori, com’è accaduto in passato, la possibilità di
partecipare al voto.
Queste elezioni non sono come quelle del 2006 o del 2008, poiché negli
ultimi mesi di vita del quarto esecutivo Berlusconi è partito l’attacco
finale contro l’Italia, per ridurla a territorio occupato da
saccheggiare, per disintegrare il suo sistema produttivo, per
trasformare gran parte della popolazione in mano d’opera a basso costo,
mettendoci tutti alla completa mercé delle élite finanziarie
internazionalizzate.
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