per quello attuale,decisamente no.Claudio morì prima della grande crisi, prima dell’alternanza tra
Prodi e Berlusconi, prima insomma di un’intera fase economica, sociale e
politica profondamente diversa da quella precedente. Non è nostra
intenzione, quindi, pur sottolineando la vitalità del suo pensiero, di
caricaturarne la figura facendone un essere dotato di capacità
divinatorie del futuro.
L’attualità del suo pensiero riguarda, a
nostro avviso, la sua comprensione e forte denuncia pubblica di alcune
tendenze che, a iniziare dal 1992-1993, divennero, a suo giudizio,
capaci di rovesciare le fondamenta stesse su cui si era costituito in
Italia e in Europa, nel secondo dopoguerra, il rapporto tra Capitale e
Lavoro, tra Stato, partiti e sindacati e, infine, l’insieme delle
strategie socialdemocratiche e comuniste. Per usare una sua espressione
“la storia del Novecento era finita negli anni ’80”, e non solo in
Italia. Tali tendenze, aggiungiamo noi, erano preesistenti la crisi,
forse componenti del suo sorgere e certamente amplificate e rafforzate
dal suo manifestarsi.
leggi tutto:
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/C-e-un-futuro-per-il-sindacato-16391
Nessun commento:
Posta un commento