Antonio Gramsci definiva ‘rivoluzioni
conservatrici’ quei cambiamenti che attingono da idee radicali e
innovative allo scopo di annacquarne la portata rivoluzionaria, secondo
il motto gattopardesco di ‘cambiare tutto per non cambiare niente’:
Gramsci aveva in mente idee come il socialismo e ‘rivoluzioni
conservatrici’ come il dirigismo fascista o il new deal rooseveltiano,
oggi possiamo vedere nel capitalismo della green economy una diluizione
del pensiero ecologista; e domani possiamo essere sicuri che anche la
decrescita subirà lo stesso trattamento.
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