Che noia, questo Obama. Il politico più progressista e cool del pianeta
per rilanciarsi non trova di meglio che rispolverare il politically
correct per antonomasia, scontato e innocuo, dunque perfetto per il
sentimentalismo liberal a buon mercato: la sorte dei «fratelli e sorelle
gay». Premessa: da parte di chi scrive nessuna moralina
cristianeggiante - per l’esattezza: alla Paolo di Tarso, pervertitore
dell’amorale Cristo - né alcun pregiudizio tardo-borghese d’importazione
puritana.
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