Pochi oggi ricordano lo scandalo della
Banca Romana culminato nel 1893 con le dimissioni del governo Giolitti e
il crollo di mezzo sistema bancario italiano. Per occultare le perdite
dovute a cattivi investimenti la Banca Romana, a fronte dei 60 milioni
autorizzati, coperti da corrispondenti riserve auree, emise biglietti di
banca per 113 milioni di lire, incluse banconote false per 40 milioni.
L’inchiesta rivelò che il governatore della banca versò, affinché lo
scandalo non emergesse, cospicue somme a diversi esponenti politici, tra
cui due Presidenti del Consiglio, Francesco Crispi e Giovanni Giolitti.
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