Nell’autunno del 2008 si scatenava una crisi finanziaria mondiale, il
cui epicentro si trovava negli Stati Uniti. Un anno dopo, alcuni
intelligentoni dichiaravano che il peggio era passato e che la crisi era
virtualmente finita. Non era così. Essa, infatti, prosegue ancora ed è
ben lungi dall’essere terminata. Il difficile non è dietro di noi, ma
davanti a noi; ci saranno conseguenze peggiori che nel 1929. La prima
fase era nata da un eccesso di sovraindebitamento delle famiglie
americane. L’economia reale fu fatta fallire per effetto dell’esplosione
del debito privato, essendo le imprese colpite in pieno dal crollo
della domanda, e questo provocò una vasta recessione planetaria.
Attualmente, sono gli Stati a essere sovraindebitati. Al problema del
debito privato è subentrato quello del debito pubblico, che colpisce
oggi i Paesi occidentali. Come si è arrivati a questo punto?
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