Ma resta, drammatica, la domanda: può esistere una democrazia senza
partiti? O il vuoto che essi lasciano è destinato a essere riempito da
un nuovo potere tecnocratico calato dall’alto? Se infatti è vero che la
Repubblica italiana in sessantacinque anni non ha regolato l’articolo 49
della sua Costituzione, là dove prescrive che i partiti devono agire
“con metodo democratico”, non è un caso che risulti altrettanto inevasa
l’attuazione del successivo articolo 50: “Tutti i cittadini possono
rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o
esporre comuni necessità”. Quando mai le Camere si sono aperte alla
legittima partecipazione dei cittadini?
“Noi vorremmo che i partiti scomparissero radicalmente”. E difatti
prosegue: “Lo so, molti potrebbero domandare: ma in parlamento se non ci
sono i partiti chi ci sarà? Come può esistere un parlamento senza i
partiti? Ci saranno i movimenti, i comitati, tutte espressione di
esigenze che provengono dalla società civile”.
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http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-democrazia-senza-partiti/

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