Washington è stata pronta a usare la crisi finanziaria cipriota per attuare la strategia di acquisizione di capitali che ho descritto tre settimane fa su queste colonne (1). Con l’aiuto della direttrice del Fondo monetario internazionale, la statunitense Christine Lagarde,
ha rimesso in causa l’inviolabilità della proprietà privata nell’Unione
europea e ha tentato di confiscare un decimo dei depositi bancari, in
apparenza per salvare la banca nazionale cipriota colpita dalla crisi
greca.
Va da sé che la finalità annunciata è solo un pretesto, poiché, lungi dal risolvere il problema, questa confisca - se dovesse essere attuata – non farebbe altro che peggiorarlo.
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