Mara Carfagna, Stefano Feltri, Sandro Trento. Nell’arco di due giorni sono state almeno tre le persone che hanno attaccato pubblicamente la decrescita felice,
senza però essersi presi la briga di approfondire di che si tratta.
Ritorno “a una condizione agreste, bucolica”, goduria nell’abbassamento
dei salari, pessimismo e tutta una serie di luoghi comuni
sono alla base di queste ennesime critiche a proposte che,
evidentemente, stanno minando le certezze dell’establishment
politico-economico che hanno formato questi esperti. Addirittura
“abbassamento delle aspettative e degli stili di vita che richieda di
stare meno sul posto di lavoro”, scrive Stefano Feltri (a cui Maurizio Pallante ha già risposto in passato) sul Fatto Quotidiano di oggi.
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