La troika controlla ormai direttamente i conti correnti a Cipro, ma
sembra che comunque un bel po’ di miliardi (dai 5 ai 10, secondo le
fonti) abbia preso il volo durante la dozzina di giorni di chiusura
totale, tramite le filiali londinesi e maltesi delle banche dell’isola.
Inoltre è assai difficile che gli ingenti capitali russi o britannici
rifugiati nelle banche cipriote siano liquidi e dunque aggredibili dal
prelievo forzoso. Non sono cose di poco conto, visto che la manovra sui
depositi sopra i 100 mila euro potrebbe fruttare molto meno del previsto
e mi piacerebbe anche capire come mai, per risolvere la crisi cipriota
che comporta un esborso di 17 miliardi, non si sia ricorsi al Mes che
dovrebbe svolgere proprio questa funzione e che nelle sue casse ha già
cifre 30 volte superiori a quelle necessarie. A cosa serve allora questo
istituto monstre?
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