Per motivi legati ai tempi di una rubrica scrivo prima che sia iniziata
la quarta votazione per il Quirinale (quella che potrebbe essere la
decisiva perché richiede la maggioranza assoluta e non dei due terzi),
ma quando il Pd si è ufficialmente ricompattato sul nome di Romano
Prodi. È la fine del grande ‘grande inciucio’ che Pier Luigi Bersani e
Silvio Berlusconi avevano tentato accordandosi sul nome di un frusto e
sbiadito notabile dell'antico regime come Franco Marini. E probabilmente
è anche la fine di Silvio Berlusconi che nei giorni scorsi aveva
arrogantemente dichiarato: “Se fanno Prodi ce ne andiamo tutti
all'estero”.
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