L’agonia di questa repubblica mi ricorda quella del maresciallo Tito.
Ogni qualche giorno i chirurghi affettavano tre centimetri delle gambe
in cancrena in un rito solo in apparenza crudele e insensato.
In realtà cercavano di guadagnare tempo e rinviare l’Annunzio del
decesso, sapendo che scomparso lui sarebbe apparso l’orrido fantasma
della guerra civile. Non sapevano cos’altro fare.
Ricordo ancora la prosopopea della Slovenia che subito iniziò la
procedura di secessione nella convinzione che sarebbe andata verso
un’era di prospera crescita, una volta liberatasi dei fratelli-fardelli.
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