Dall’ultra-atlantista Emma Bonino, pronta a tutte le più sanguinose
guerre decise da Washington, all’ultra-europeista Fabrizio Saccomanni,
direttore di Bankitalia con esperienze sia alla Bce che al Fmi, dopo gli
studi alla Bocconi e alla Princeton University. Due ministri-chiave,
esteri ed economia,
già delimitano in modo inequivocabile il perimetro del secondo “governo
Napolitano”, con Letta premier e Alfano vice, più altri mestieranti
della nomenklatura: Gaetano Quagliariello alle riforme, probabilmente
per una legge elettorale anti-Grillo e un presidenzialismo all’italiana,
Maurizio Lupi a infrastrutture e trasporti (leggasi: Tav Torino-Lione),
nonché il redivivo Dario Franceschini (rapporti col Parlamento) e i
“presentabili” Nuzia De Girolamo (agricoltura), Beatrice Lorenzin
(sanità) e l’ex sindaco padovano Flavio Zanonato (sviluppo).
Ministri-vetrina: la campionessa Josefa Idem (sport), il direttore della
Treccani, Massimo Bray (cultura), il presidente dell’Istat Enrico
Giovannini (altro“saggio”, ora incaricato di gestire lavoro e welfare) e la italo-congolese Cécile Kyenge, medico e primo ministro di colore nella storia italiana, delegata all’integrazione.
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http://www.libreidee.org/2013/04/nato-e-bce-con-tanti-saluti-allitalia-e-minacce-a-grillo/

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