Vent’anni di guerriglia verbale con Berlusconi, per poi andarci a nozze
definitivamente, all’ombra del Quirinale, contro la volontà della
stragrande maggioranza del paese e persino dei propri iscritti,
esasperati dalla protervia marmorea di una nomenklatura grottesca. Nella
inquietante “notte della Repubblica” che si spalanca sull’incerto 2013,
brilla il bagliore – non scontato – dei roghi delle tessere del Pd, il
“popolo delle primarie” che sembra aver finalmente capito di esser stato
ferocemente preso in giro: a personaggi come Bersani, Letta, Bindi,
Violante, D’Alema e Finocchiaro non è mai passata nemmeno per
l’anticamera del cervello l’ipotesi di un vero cambiamento.
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