Qualche anno fa ho
conosciuto a Roma, in metropolitana, un signore distinto, professore
all’Università di Teramo, che mi raccontò una storia: quell’incontro mi è
servito a capire meglio ilRisiko giocato dai banKster sulle nostre
vite. La moneta, mi disse, è uno strumento “econometrico”, sostitutivo
del rudimentale baratto, che serve per misurare il valore nelle
transazioni commerciali. Originariamente il valore della moneta era pari
al valore dei metalli usati (oro, argento, rame ecc.): i sovrani
acquistavano sul mercato i vari metalli, li convertivano in monete e
questi nuovi valori ritornavano in circolo sul mercato stesso. Il
sovrano tratteneva per sé un piccolo guadagno, corrispondente alle spese
di coniazione e di amministrazione: nasceva così il “signoraggio”. La
scarsa reperibilità di oro e argento ha comportato una carenza di
quantità di denaro in circolo sul mercato, determinandone la stasi, ed
ecco perché è nata la moneta convenzionale.
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