Queste
pagine nascono da una necessità profonda, dalla necessità di fingere di
credere, forse, che le parole abbiano ancora un peso, che una forma di
dissenso a "sua maestà il Capitale" possa ancora esistere, che ci possa
essere, quindi, ancora uno spazio, una possibilità per non essere
tollerati, il che equivale ad essere ascoltati perché tutto ciò che
invece viene tollerato passa in sordina, non fa urlare allo scandalo,
viene riassorbito dai meccanismi mediatici, dalle esigenze di
riproduzione dei mercati.
leggi tutto:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=45553

Nessun commento:
Posta un commento