Il prossimo 25 luglio, settantesimo anniversario della caduta del
fascismo per mano dei gerarchi ribelli e della monarchia, i pensionati
della Cgil di Vicenza offriranno a prezzo politico ai Giardini Salvi una
spaghettata celebrativa: la “pastasciutta antifascista”. Sembra
l’ennesima trovata di una sinistra ideologicamente alla frutta, e
difatti lo è. Si rifà alla pasta di festeggiamento preparata in quel
fatidico 25 luglio 1943 per l’intero paesino emiliano di Campegine da
papà Cervi – che di lì a pochi mesi avrebbe subito la fucilazione per
rappresaglia dei suoi sette figli partigiani. Un senso di sgradevolezza
lo dà, il rito italico dello spaghetto se abbinato alla memoria di fatti
tanto grandiosamente tragici. Come se non riuscissimo a tirar fuori
sempre e comunque la vena di commedia, la nota di tarallucci e vino che
l’italiano sparge ovunque, per cui, alla fine, finiamo sembra a tavola.
E’ la grandezza e piccolezza umana del nostro popolo.
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