Civiltà,
progresso, modernità, diritti, ecc.; sono parole belle, senza dubbio,
che evocano qualcosa di bello, di positivo, che danno una carica immediata
di positività a chi le ascolta. Ma, in fondo, queste parole oggi
esprimono il dramma che sta vivendo il mondo occidentale e l’Europa in
particolar modo.
Aver avuto lo scrupolo e la capacità di
strumentalizzare queste parole, dà l’idea di come oramai da diversi
decenni la cultura e l’informazione di massa siano in mano alla
massoneria ed a quelle lobby economico–finanziarie che stanno
anestetizzando l’intelletto dell’uomo europeo.
Queste parole sono
oramai diventate autentici scudi dietro i quali chi ha interesse a
trasformare la società in un determinato modo, lo fa in maniera
indisturbata, passando anzi quasi come eroe e come, per l’appunto, un
“progressista” o un fautore della protezione dei diritti civili, etici
ed umani e chi non la pensa in questa prospettiva, rischia seriamente
di essere emarginato dalla società ed accusato di pericoloso
anacronismo.
In proporzione, poniamo il caso di trovarci in un
vigneto, che produce dell’ottimo vino da tanti anni e che frutta
parecchio denaro ai proprietari; il vicino, un po’ per invidia, un po’
perché ha interesse a mettere in difficoltà il rivale, propone al
proprietario del vigneto un qualcosa che a prima vista sembra poter
migliorare la situazione del suo terreno: gli mostra, in particolare,
come sarebbe bello a livello estetico quel terreno se, al posto del
vigneto, ci fosse una bel campo di rose e si propone come “benefattore”,
partecipando alla conversione di quel pezzo di terra.
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