In vista del dies irae del 30 luglio pv, il Presidente della
Repubblica si è affrettato a “chiudere la finestra di ottobre”, per
eventuali elezioni, e, stando ai resoconti giornalistici, ha aggiunto
che le intese di aprile –quando accettò di essere rieletto- erano per un
esecutivo che durasse sino al 2015. Implicitamente, il Presidente ci ha
fatto sapere di un patto i cui termini sono ben diversi da quelli fatti
trapelare nell’immediatezza dell’accordo: allora si parlò di un
esecutivo di durata breve, con il compito di cambiare la legge
elettorale, fronteggiare l’immediatezza della crisi e poi andare a
votare.
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