Oggi lascio per un po’ da
parte la questione su cui tutti si sono buttati a capofitto, quella del
berlusca condannato. Per il momento attendiamo che le galline
starnazzanti depositino qualche uovo, se ne sono capaci, poi ne
riparleremo. Quello su cui voglio dire due parole è altro, anche se non
è disgiunto da quanto accade nell’attuale pollaio. Farò qualche
pensiero, terra terra, sulla democrazia. E’ ora di finirla di
considerare democratici quei paesi in cui si tengono le “libere
elezioni”. Ed è altrettanto ora di finirla di prendere per democratici
quei gran chiacchieroni che sproloquiano appunto su questo o quel regime
elettorale. Perché democrazia, in sostanza, vorrebbe dire “governo del
popolo” (mi sembra almeno). Tuttavia, ci si accorge senza difficoltà
che i vari regimi elettorali creano spesso impedimenti a coloro che
devono governare; poiché per governare è necessario prendere decisioni
rilevanti, mai discusse nelle campagne elettorali, e certi regimi di
votazione mettono capo a Parlamenti e schieramenti maggioritari incerti,
divisi, dove appunto è pressoché impossibile prendere queste decisioni
con la necessaria rapidità.
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