Marx, un
idealista. Gentile, un marxista. Gramsci, un gentiliano. Torniamo a
loro, idealisti pratici, e a Fichte, loro capostipite, per modificare il
mondo e non subirlo con fatalismo. E per fondare una dimensione
comunitaria ma in versione cosmopolitica. Questo è il succo, assai
succinto, del ponderoso libro che un giovane filosofo, appena trentenne,
ha pubblicato di recente: Idealismo e prassi. Fichte, Marx e Gentile
(Il melangolo, pagg. 416, euro 35). Il suo nome è Diego Fusaro,
torinese, già autore di alcuni bei saggi su Marx, sul capitalismo e sul
coraggio. Conforta sapere che c'è chi pensa a trent'anni di modificare
il mondo tramite la filosofia e l'umanesimo del lavoro. Ma conforta
ancor più sapere che c'è ancora chi si dedica con profitto addirittura
all'idealismo come filosofia della prassi e non si arrende agli
analitici né al dominio tecno-finanziario.
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