Piuttosto che intervenire sulle condizioni di fattibilità pratica del reddito di cittadinanza, su cui non ho competenza, vorrei interrogarmi sul significato storico
che può assumere il dibatterne oggi. Infatti io lo giudico un argomento
economico cruciale posto dalla mutazione radicale che sta subendo la "maniera capitalistica del produrre".
Finalmente, dopo un anno di passione sulla tenuta dei conti pubblici,
si è arrivati a discutere della disoccupazione, di cui però si possono
dare due tipi. C'è la disoccupazione provocata dalla "insufficienza di domanda effettiva"
(ossia dalla domanda assistita da moneta): essendo necessaria
manodopera per produrre le merci, se queste non trovano domanda
adeguata, l'occupazione necessariamente calerà. Da qui il rimedio a
simile disoccupazione - che è detta "keynesiana" perchè riconosciuta
magistralmente da J. M. Keynes - che consiste nel rilancio della domanda
tramite aumento dei consumi delle famiglie e/o dello Stato.
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http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=80952&typeb=0&Loid=315&Prospettive-economiche-per-i-nostri-pro-nipoti-

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