I suicidi
di Monicelli prima e di Lizzani poi hanno riportato all'attenzione la
questione della condizione dei vecchi nella società contemporanea,
anche se, per la verità, i due, 95 anni il primo, 92 il secondo, più
che dei vecchi erano dei vegliardi 'hors catégorie' inoltre erano degli
uomini famosi probabilmente tentati, come spiega il sociologo Domenico
De Masi, dall'ambizione inconscia di entrare nel mito, di sopravvivere
a se stessi, sottraendosi, in qualche modo, alla morte nel momento in
cui volontariamente se la davano. Che è cio' che pensavano i Romani che
ritenevano che una morte degna (che, oltre a quella in battaglia, era
il suicidio) non solo dava un'identità definitiva all'individuo ma gli
permetteva di aspirare alla gloria che, a differenza del successo in vita, era un modo per tramandarsi ai posteri, insomma, molto materialisticamente, la loro trascendenza.
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