PARTE I
Le ultime tensioni tra l'Unione Europea e la Russia per la bravata di
Greenpeace nell'Artico [ci si riferisce al blitz sulla piattaforma di
Gazprom nel mare di Pecora: maggiori dettagli sul Corriere sezione Esteri
NdT] ha semplicemente confermato un dato di fatto che realmente nessuno
si preoccupa più di negare: le élite politiche e finanziarie
occidentali odiano in modo viscerale Vladimir Putin e sono sconvolte dal
comportamento che la Russia tiene sia sul piano interno che sulla scena
internazionale [ovvero sia per come la Russia si comporta dentro i suoi
confini, sia per la crescente proiezione di superpotenza globale, si
pensi all’ultima vittoria sullo scenario siriano NdT]. Questa tensione
era ben visibile sui volti di Obama e Putin al vertice del G8 a Lough Erne,
dove entrambi i leader sembravano essere assolutamente disgustati l’uno
dall'altro. Le cose sono andate ancora peggio quando Putin ha fatto
qualcosa di abbastanza inedito nella storia diplomatica russa: ha
affermato pubblicamente che Kerry era un disonesto e lo ha persino
apostrofato con il termine di “bugiardo”.
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