Dall'inizio del prossimo
anno, per diktat delle grandi produzioni e della grande distribuzione,
la pellicola verrà sostituita dal digitale. Addio al proiettore. Ma
addio anche al vecchio cinemino monosala che con le unghie e con i denti
era riuscito, nonostante tutto, a resistere (a Milano ne sono rimasti
tre). Si tratta infatti di esercizi a conduzione familiare o
parrocchiale che non possono permettersi di pagare i 50 mila euro che
costa il passaggio al digitale. Il risparmio per le produzioni è
notevole, dagli 800 ai 1000 euro per la stampa delle copie. Business is
business. Ma, come sempre, non si calcolano le perdite 'invisibili',
quelle culturali e sociali.
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