Molti amici mi contestano
quando dico che sono contrario alla riduzione del numero di
parlamentari. La mia obiezione è semplice e netta: noi abbiamo oggi lo
stesso numero di parlamentari che la nostra nazione esprimeva ai tempi
di Giolitti, quando la popolazione italiana era grossomodo la metà. Mi
irrita pensare che il grado culturale della stragrande maggioranza dei
cittadini di questo Paese li porti a concludere che con questo tipo di
operazioni si arrivi a ridurre il nostro debito pubblico e quindi a far ripartire la macchina dello Stato.
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