Il 27 novembre 2013 passerà alla storia
per milioni d’italiani: l’uomo che una metà di loro ha amato e l’altra
metà ha odiato, è infine decaduto da senatore della Repubblica. Sono
davvero tante le cose da dire su d’un evento tanto importante.
Innanzitutto, a differenza del novembre di due anni prima, non s’è
assistito a grandi o significativi festeggiamenti di piazza: anzi, si
potrebbe dire che non ce ne siano stati proprio. A quel tempo l’Audi
blindata del Cavaliere si trovò a fendere una folla che inneggiava
alla caduta del suo governo ed alla quale si contrapponevano pochi
fedelissimi; e Monti veniva acclamato come un eroe, il salvatore della
patria, da parte della sinistra e soprattutto dei “sinistrati” della
base piddina. Evidentemente in questi due anni costoro hanno almeno
parzialmente aperto gli occhi, a suon di delusioni politiche e non
propinate loro dalle larghe intese PD – PDL che hanno retto le sorti
dei governi Monti e Letta. Non a caso nel frattempo v’è stata
l’esplosione del fenomeno Grillo, che ha come minimo quintuplicato la
sua percentule di voti, mentre l’astensionismo ha raggiunto livelli
record.
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