I correnti moti di ribellione dal basso, che si aggiungono agli attacchi
sul piano politico e della legittimità costituzionale portati dai
partiti di opposizione, pongono la questione se un’eventuale rivoluzione
violenta diretta ad abbattere il sistema di potere italiano sarebbe
legittima oppure illegittima.
La recente sentenza della Consulta che ha dichiarato l’illegittimità
della legge elettorale vigente (quindi del parlamento, del capo dello
Stato e dei giudici costituzionali da esso eletti, e delle leggi da esso
varate) ha riconosciuto esplicitamente e formalizzato irreversibilmente
la già palese illegittimità complessiva del regime (uso questa parola
nel senso neutro di apparato dominante) rispetto alla Carta
Costituzionale, che esso ha ampiamente e molteplicemente tradito.
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