Strana gente, i geologi petroliferi. Fin
quando sono in servizio presso una delle "sette sorelle" sono
attivissimi nel sostenere la linea ufficiale della compagnia, negando
qualsiasi problema di "scarsità" negli approvvigionamenti futuri e -
figuriamoci - ogni turbamento proveniente dal "picco di Hubbert", la
legge fisica enunciata oltre 50 anni fa da un altro geologo, secondo
cui la produzione di greggio inizia a declinare una volta raggiunta la
metà delle risorse disponibili. Legge che vale per un singolo
giacimento come per l'insieme dei giacimenti del pianeta.
Una volta in pensione, infatti, una buona fetta dei geologi - in genere i più autorevoli - cambiano completamente atteggiamento, denunciando che i tempi del "petrolio facile" (e cheap,
poco costoso) sono finiti per sempre. Che, in conclamata assenza di
alternative altrettanto potenti, bisogna prepararsi a un futuro ben
gramo; pieno di fame, carestie, guerre per le risorse residue.
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