Quattrocento anni fa, gli esseri
umani, prima dell’avvento del capitalismo, si nutrivano con più di 500
specie diverse di piante. Cento anni fa, con l’egemonia della
rivoluzione industriale, si sono ridotte a 100 le specie diverse di
cibo, che dopo l’aratura passavano ai processi industriali. Da
trent’anni, dopo l’egemonia del capitale finanziario, la base di tutta
l’alimentazione dell’umanità è rappresentata per l’80% da soia, mais,
riso, fagioli, orzo e manioca. Il mondo è diventato un grande
supermercato, unico. Le persone, indipendentemente da dove vivono, si
nutrono della stessa dieta di base, fornita dalle stesse imprese, come
se fossimo i maiali di una grande porcilaia che aspettano, passivi e
dominati, la distribuzione della stessa razione giornaliera.
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